Dal 5 all’8 novembre 2026 Napoli accoglie il Membership Weekend e l’Assemblea Generale della European Choral Association, la principale rete europea del canto corale. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con Feniarco, con il sostegno del Conservatorio San Pietro a Majella e della Fondazione Pietà de’ Turchini.
Per l’Italia è un ritorno importante. Dopo Venezia nel 2004 e Torino nel 2011, il nostro Paese torna a ospitare la comunità corale europea: associazioni nazionali e regionali, manager, direttori, compositori e coristi da tutto il continente. Napoli, con la sua straordinaria tradizione musicale, è il luogo ideale per riflettere sul futuro della coralità europea. Il canto corale qui si presenta per quello che è: un’esperienza artistica, ma anche uno strumento di incontro, di dialogo tra culture e generazioni e di partecipazione attiva. Le giornate alternano momenti di lavoro e confronto, presentazioni di progetti, laboratori, un intervento di approfondimento e due concerti. Questi ultimi offrono uno sguardo sulla coralità giovanile italiana e sulla tradizione musicale napoletana.
Giovedì 5 novembre
RIunioni del Board ECA e dello Youth Committee di ECA
Arrivo dei partecipanti internazionali e primo incontro informale con i Friends of the European Choral Association
Venerdì 6 novembre - Membership Day
Una giornata dedicata ai soci, con presentazioni di progetti, networking, gruppi di discussione e, in serata, il concerto del Coro Giovanile Italiano.
Sabato 7 novembre – Assemblea Generale
Al mattino si tiene l’Assemblea Generale dell’associazione. Nel pomeriggio, al Conservatorio San Pietro a Majella, si svolgono i workshop, il keynote speech di Leonardo Chiesi e il concerto di Vincenzo Capezzuto con il Motus Mandolin Trio.
Domenica 8 novembre
Briefing conclusivo del Board ECA e dello Youth Committee di ECA
Saluto e partenze degli ospiti internazionali


La giornata è pensata per far conoscere, confrontare e mettere in rete le organizzazioni che compongono la famiglia corale europea.
ore 12.00
Speed dating
È una nuova attività di networking curata dallo Youth Committee. Permette di incontrare in poco tempo molti partecipanti diversi.
ore 14.30
Il progetto BEAT
BEAT sta per Bringing Equality, Accessibility, and Togetherness. È un progetto Erasmus+ che sostiene direttori, vocal leader e operatori giovanili nel rendere le prove corali più inclusive e accessibili, con un’attenzione particolare ai giovani con disabilità. A Napoli viene presentato per la prima volta il toolkit dedicato ai cori (giovanili) inclusivi. Il progetto è coordinato da Coro Cantatutti (Spagna), in partenariato con European Choral Association, Instituto Ikigai e Rock10eLode.
ore 15.00
Gruppi di discussione
I partecipanti scelgono uno di tre tavoli di confronto:
ore 16.45
Il pomeriggio si chiude con un coffee break musicale con Le Voci del 48 (direttore Salvatore Murru) e con la tradizionale asta dei Friends, che sostiene le attività della European Choral Association.
ore 19.00 - Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova (EVENTO APERTO AL PUBBLICO)
Concerto del Coro Giovanile Italiano
Direttore: Filippo Maria Bressan
Spiritus Domini, miseriae hominis
Il programma nasce dal clima teso e a tratti drammatico dello scenario internazionale. Si muove dalla speranza nella misericordia divina alla fragilità e alle colpe dell’uomo, attraverso linguaggi musicali fortemente contrastanti. Si apre con il celebre Miserere di Gregorio Allegri, legato alla tradizione della Cappella Sistina, e con il virtuosistico mottetto a doppio coro Der Geist hilft unser Schwachheit auf di Johann Sebastian Bach. Seguono due voci contemporanee: The Little Match Girl Passion di David Lang, intensa rilettura della fiaba di Andersen nella forma della Passione, e Warning to the Rich dello svedese Thomas Jennefelt, cantata per coro e baritono su testi della Lettera di Giacomo. È un monito severo contro l’avidità umana, di sorprendente attualità.
Prenotazione obbligatoria su Eventbrite


ore 9.30 - Starhotels Terminus
Assemblea generale
Nella mattinata è in programma l’appuntamento istituzionale annuale della European Choral Association. L’Assemblea traccia il bilancio di progetti e attività del 2026 e guarda alle prospettive del 2027 e degli anni successivi.
ore 15.00 - Conservatorio di Musica San Pietro a Majella
Workshop paralleli
ore 17.00
Keynote speech
Leonardo Chiesi, Singin’ in Acid Rain
Partendo dalle sfide sociali che oggi mettono alla prova la capacità di agire collettivamente, l’intervento indaga ciò che ci unisce, ciò che ci divide e come stanno cambiando le pratiche collaborative. Leonardo Chiesi è professore ordinario di Sociologia all’Università di Firenze, dove insegna alla Scuola di Architettura. È stato visiting professor alla University of California, Berkeley e alla Keio University di Tokyo. Dal 2025 è titolare della Cattedra Jean Monnet GREENSCAPE-EU e associato all’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR. Con Stefano Mancuso codirige il master interdisciplinare “Future in Plants”.
ore 19.00 (EVENTO A INVITO)
Concerto di Vincenzo Capezzuto e Motus Mandolin Trio
Vincenzo Capezzuto, voce | Salvatore Della Vecchia, mandoloncello e arrangiamenti | Raffaele La Ragione, mandola | Michele De Martino, mandolino
Tra corde e parole. Un viaggio nella musica napoletana tra Ottocento e Novecento.
Napoli fu tra Ottocento e primo Novecento uno dei grandi centri musicali d’Europa. In città la tradizione popolare, il teatro e la musica colta si incontravano e si alimentavano a vicenda. Il programma racconta quella stagione attraverso il dialogo tra la voce di Vincenzo Capezzuto e gli strumenti a plettro del Motus Mandolin Trio. Si parte dalle canzoni nate dal sodalizio tra Salvatore Di Giacomo e Mario Pasquale Costa, come Era de Maggio e Napulitanata, e si arriva a classici entrati nell’immaginario collettivo come Te voglio bene assaje e ‘O Marenariello. In programma anche ‘A Vucchella di D’Annunzio e Tosti. Le pagine strumentali di Carlo Munier e Raffaele Calace mostrano invece il volto colto e virtuosistico della mandolinistica napoletana. Chiude La danzadi Rossini, travolgente tarantella che conferma quanto siano sottili i confini tra repertorio popolare e musica d’arte.