Cookie Consent by Free Privacy Policy website

La discografia del Coro Giovanile Italiano

Novità 2026: la Messe pour double choeur a cappella

Il Coro Giovanile Italiano dedica una produzione discografica alla Messe pour double chœur a cappella di Frank Martin, uno dei capolavori della musica corale del Novecento. Pubblicata in vinile e disponibile anche sulle principali piattaforme digitali, questa incisione nasce come esito di un percorso artistico e formativo costruito attorno al repertorio per doppio coro e per organici vocali estesi. Esce in occasione del 100° anniversario dal completamento dell'opera, avvenuto nel 1926.

FRANK MARTIN: Messe pour double choeur a cappella

Coro Giovanile Italiano
Filippo Maria Bressan

FEN020A © Feniarco 2026
Registrato nel mese di agosto 2025 presso Basilica palatina di Santa Barbara a Mantova
Musical producer, sound engineer & editing: Diego Ceruti
Mastering: Andrea “Bernie” De Bernardi & Diego Ceruti @ Eleven Mastering
Photo: Elia Falaschi

Soprani: Monica Bertolini, Giulia Bonagura, Marta Cellini, Giada Citton, Elena Hristova, Letizia lacopetti, Irene Moretti, Chiara Muratori, Alessandra Pappas, Anna Passuello, Marianna Setti. Contralti: Carolina Altieri, Elisabetta Chelleri, Ilaria De Bortoli, Flora Mary Falcone, Roberta Fazio, Alessia Mincone, Fiorella Monsorno, Maria Chiara Perdichizzi, Claudia Tocco, Elena Trufanova. Tenori: Eugenio Aiello, Nunzio Borra, Andrea Caruso, Tommaso CasoIaro, Alessandro Papini, Danilo Fulvio Perotto, Emanuele Petracco, Emanuele Piras, Gianluca Ranieri, Tommaso Zanello. Bassi: Jacopo Baldassi, Samuele Frattini, Andrea Lagomarsino, Alessio Kini, Rolando Moro, Davide Poggiolini, Francesco Santino Scognamillo, Borut Stoka, Giulio Tassotti, Filippo Testa, Tiziano Zanello.

Il progetto

La registrazione si inserisce in un più ampio progetto repertoriale dedicato alle composizioni per doppio coro e per organici vocali estesi, fino a 16 voci. Un percorso che, nel 2025, ha portato il coro a confrontarsi, accanto a Martin, con autori come Johann Sebastian Bach, Gustav Mahler, Einojuhani Rautavaara e altri protagonisti della scrittura vocale e corale.
Per un coro giovanile nazionale, affrontare pagine di questa ampiezza significa entrare in una dimensione musicale di grande profondità: ascolto reciproco, equilibrio tra le parti, consapevolezza del suono, controllo dell’intonazione e capacità di dare forma a trame dense, articolate, mai puramente virtuosistiche.
Il progetto vuole essere, prima di tutto, una palestra formativa di alto profilo. Il lavoro su Martin ha rappresentato per i cantori un’occasione preziosa per approfondire la relazione tra testo e architettura musicale, il dialogo tra le due compagini corali e la ricerca di un’espressività intima, essenziale, mai esteriore.

La messa

La Messe pour double chœur è anche un omaggio alla grande tradizione della polifonia vocale rinascimentale: nella scelta del coro a cappella, nell’uso dell’imitazione, nel senso generale della modalità e nella fluidità dei movimenti, liberi da una scansione metrica rigida. Allo stesso tempo, la scrittura rivela la forte ispirazione che Frank Martin trasse da Johann Sebastian Bach, dopo essere rimasto profondamente colpito, ancora dodicenne, dall’ascolto della Passione secondo Matteo.
Saldamente ancorata al XX secolo, la Messa vive in un sottile equilibrio tra tradizione secolare e linguaggio contemporaneo. Le sue melodie, spesso estatiche e avvolgenti, si intrecciano con passaggi cromatici, tensioni armoniche inattese e soluzioni espressive di grande intensità. È una musica raccolta, interiore, lontana da ogni intento spettacolare o commerciale, come lo stesso autore volle sottolineare parlando della natura più profonda di questa composizione.

La pubblicazione

La pubblicazione in vinile valorizza anche la dimensione fisica e visiva del progetto. L’EP, realizzato in vinile rosso trasparente, diventa un oggetto da ascoltare e da custodire: un supporto che richiama la cura artigianale del suono e accompagna l’ascoltatore in un’esperienza più lenta, attenta, quasi rituale.
Alla distribuzione fisica si affianca la presenza sulle piattaforme digitali, per rendere questa produzione accessibile a un pubblico più ampio e per continuare a diffondere il lavoro del Coro Giovanile Italiano anche oltre il momento del concerto.

Dove ascoltare / acquistare

Le tracce della Messa si possono ascoltare su diverse piattaforme digitali: 

Se invece vuoi acquistare il vinile, puoi procedere direttamente dallo shop di Feniarco

Il significato e l'estetica

Le immagini interne ed esterne del gatefold dialogano tra loro, visivamente e simbolicamente. Il cielo in copertina richiama il carattere contemplativo della messa: la stratificazione, la luce che emerge, la tensione spirituale che cerca una possibile risoluzione. Non è un’immagine semplicemente decorativa, ma uno spazio evocativo, vicino alla poetica di Martin, capace di alternare austerità, dolore, sospensione e aperture luminose.
All’interno, la prospettiva architettonica dell’Ara Pacis Mundi introduce a una diversa percezione del sacro, non limitata alla dimensione confessionale, ma affidata a una monumentalità silenziosa e a una geometria essenziale di pieni, vuoti e linee prospettiche che si aprono verso il cielo, quasi a congiungere l’umano e il divino. Le verticalità, la profondità dello spazio e il gioco della luce richiamano l’intreccio dei due cori e il dispiegarsi delle voci: una monumentalità raccolta, che si rivela progressivamente.
Il vinile rosso trasparente aggiunge una presenza viva e fortemente materica. Il rosso introduce la componente umana del progetto: evoca passione, intensità, sacrificio, calore. Allo stesso tempo, la trasparenza del disco richiama l’idea di una luce interna, quasi custodita nella materia stessa del suono. Nel contrasto con l’austerità delle immagini, l’EP diventa così un centro pulsante: un cuore luminoso dentro l’architettura della Messa.

Nota sull’Ara Pacis Mundi
L’immagine interna dell’EP ritrae l’Ara Pacis Mundi di Medea, in provincia di Gorizia, complesso monumentale progettato dall’architetto milanese Mario Baciocchi e inaugurato nel 1951 per commemorare i caduti di tutte le guerre.
All’interno della camera ipogea è custodita un’urna in legno e bronzo che raccoglie zolle di terra provenienti da oltre 800 cimiteri di guerra nazionali e stranieri, insieme ad ampolle con acqua marina prelevata nei luoghi in cui sono affondate navi militari.
Sull’urna è incisa la frase 

L'odio produce morte, l'amore genera vita

Una scritta che sintetizza il messaggio di pace e fratellanza universale del monumento e che, nel dialogo con la musica di Martin, aggiunge alla pubblicazione un ulteriore livello di significato: dalla memoria del dolore alla ricerca di una luce possibile.

Questo sito utilizza cookies propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più . Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso.